La casa in collina

Dalle estati di Pavese allo yoga nel bosco

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Nel suo romanzo La casa in collina, Cesare Pavese racconta l’esperienza di guerra di un professore che sceglie di rifugiarsi sulla collina torinese. Difficile che per scriverlo non si sia ispirato a questa villa nella frazione di Reaglie, proprietà dei Pavese durante gli anni Venti, là dove trascorreva le estati della giovaniezza a scrivere e studiare.

L’edificio originario del Settecento, noto un tempo come Vigna Girotto o Vaccarino, mantiene ancora oggi il suo carattere rustico — le “vigne” erano appunto le ville di campagna con terreni coltivati a vite costruite dai nobili. Ma oggi è soprattutto la casa di una famiglia votata all’arte e alla cultura indiana, e che non ha fatto altro che aumentare il fascino del luogo.

A chi visita, il compito di scegliere cosa è più sorprendente: le opere in giardino, il laboratorio di scultura, le vecchie stalle trasformate in cucina, la capanna per lo yoga sospesa nel verde.